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Vista subacquea del danno che ha causato la nave porta container di 260 metri che si è incagliata il 31/12 a Woodhouse Reef.

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Viaggio a Hurghada – Mar Rosso

L’OFFERTA COMPRENDE:
partenza da Verona domenica 25/04/10 ritorno domenica 02/05/10, volo andata e ritorno per Hurghada , bagaglio di 15 Kg, trasferimento da e per aeroporto a Hurghada.

Soggiorno mezza pensione presso Villaggio Sonesta Pharaoh in camera doppia. Il diving è all’interno del villaggio.

Importante:
Carta di identità in corso di validita’ per almeno 6 mesi dalla data di rientro.
Per maggiori informazioni contattare Ivan 347 2388760.

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Molti di noi ci si sono immersi diverse volte. Chi ci è stato può capire di che tipo di danno al reef stiamo parlando. Di fronte all’isola di Tiran (Sharm el Sheik – Mar Rosso) ci sono 4 stupendi reef: Jackson, Gordon, Thomas e Woodhouse. Quest’ultimo di forma allungata si trova tra Thomas e Jackson. Qualche giorno fa un cargo cinese ci si è incagliato. Dal video sembra che ci sia finito proprio sopra.

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Nel 2010 con Montello Sub ci si immerge nei mari più belli del mondo. Si parte alla grande con la prima destinazione:

Viaggio a Cayo Largo – Cuba

Cayo Largo

L’OFFERTA COMPRENDE:
partenza da Milano Malpensa sabato 27/02/10 ritorno domenica 07/03/10, volo andata e ritorno per Cayo Largo da Milano , trasferimento da e per aeroporto a Cayo Largo e assicurazione.

Soggiorno all inclusive presso Villaggio Gran Caribe, bungalow con camere doppie fronte mare e aria condizionata. Spiaggia a disposizione con ombrellone e sdraio. E’ una piccola struttura dedicata al relax e agli amanti delle immersioni.

Programma Immersioni:
6 immersioni ( 3 full-day ) con pranzo compreso in barca e diving a nostra completa disposizione presso la struttura.

Importante:
Passaporto in corso di validita’ per almeno 6 mesi dalla data di rientro.
Chiusura adesioni con acconto 25 GENNAIO 2010, saldo entro 30 GENNAIO 2010.
Disponibilita’ limitata, MAX.  24 PERSONE.
Per maggiori informazioni contattare Roberto 338 1901000.

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Tempo di vacanze, anche se mentre sto scrivendo il viaggio a Sharm è già un ricordo.

L’ultima volta sono stato a Sharm 4 anni fa, prima di partire pensavo:” Cosa vuoi che sia cambiato in così poco tempo”. Eppure non è la stessa che ricordavo e per certi aspetti non la ho trovata migliorata.

Sono rimasti uguali gli egiziani, insistenti allo sfinimento, con la loro guida da pazzi “a fari spenti nella notte”, la confusione di Naama Bay alla sera che ricorda Milano Marittima in agosto, i resort che ti sembrano piccoli angoli di paradiso con le palme, gli ombrelloni e i drink a bordo piscina.

Cosa abbiamo trovato di diverso allora? Il mare.

L’impressione è che ci sia uno sfruttamento del turismo subacqueo talmente intensivo che sta cambiando l’ambiente marino. Insomma un po’ di degrado per quella che tutte le guide non esitano e descriverti come “la seconda barriera corallina al mondo per bellezza” è evidente. Anche se non credo che tutta la colpa sia degli egiziani. La pinnata maldestra di qualche sub un po’ meno esperto o che non resiste alla tentazione di toccare questo o quello, non aiutano se si moltiplica per decine di subacquei al giorno.

Le nostre immersioni hanno spaziato dallo stretto di Tiran, al parco marino di Ras Mohammed, una piccola uscita in notturna, per finire con un paio di tuffi a Dahab. Meno pesce rispetto a quello che ricordavo, e corallo sofferente in diversi punti.  Al Blue Hole a Dahab nonostante la guida del diving si sia impegnata per farci arrivare nel momento meno trafficato, quasi serviva il numeretto per la fila all’ingresso in acqua. Non oso immaginare quando c’è più traffico!

Belle sono state le immersioni su Gordon Reef e Jackson Reef nello stetto di Tiran. Più deludente Ras Mohammed.

Che altro dire? Gustatevi un po’ di Foto!

Ciao!

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Immersioni di riscaldamento a Krnica.  Si fa per dire riscaldamento, che siamo ancora in inverno si sente per fortuna le mute stagne permettono un tuffo con l’acqua a 9 gradi.

Arriviamo a Krnica nel primo pomeriggio con una bella giornata di sole e il mare calmo,  si carica l’attrezzatura in barca e in pochi minuti lasciamo il porto. Faremo due immersioni in drift lungo una parete. Il gruppo è costituito da Giada e Simone, i due Ivan e Maicol il più giovane di tutti. Durante la navigazione siamo concentrati nei preparativi dell’attrezzatura e quasi non ci accorgiamo di alcuni delfini che nuotano poco lontani da noi. Il mare continua ad essere liscio, il sole ci accopagna, quasi mi illudo che al ritorno il suo tepore ci accopagnerà. Ascoltiamo il briefing di Ivan e via con il tuffo.

La visibilità è buona e c’è una leggera corrente. Il pesce non manca, in breve ci portiamo intorno ai 30 metri curiosando dentro i buchi della parete. I ragazzi sono tutti a loro agio e nuotiamo tranquilli.Dopo poco più di una trentina di minuti, il freddo comincia a farsi sentire, breve cenno di intesa e ci si prepara alla risalita, Ivan “spara” il pedagno, di corsa a riscaldarsi con un tè caldo (grazie Maurizio!).

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“L’estate sta finendo…” diceva una canzone di qualche anno fa. E’ finita purtroppo, dimenticate le immersioni in caldi mari tropicali, è tempo di preparativi per l’inverno.

Certo, perchè non sarà sicuramente qualche grado in meno a costringerci a tenere il sedere all’asciutto! Rispolverate le mute stagne, qualcuno con un nuovi acquisti (Massimo è troppo figo con la stagna nuova di zecca!) eccoci nel laghetto della “Baita al Lago” per un test dell’attrezzatura invernale.

Nelle galleria qualche momento della giornata:

Ivan Dalla Zuanna

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Ne parlavo con Roberto circa 3 mesi fa: “…bisogna che andiamo in Argentario…”.

Detto e fatto, Roby si attacca alla rete ed in poco tempo l’uscita è gia bella che organizzata. Passano i mesi ma il momento di partire non arriva mai ed intanto si guardano fotografie, si leggono recensioni sperando che prima o poi il nostro turno arrivi.

E’ venerdì 5 settembre, finalmente in viaggio, destinazione Porto Santo Stefano (Grosseto), Roberto è già sul posto per curare la logistica, siamo in 22 del Montello Sub, un bel gruppetto.

Sono previste 4 immersioni, due il sabato all’Isola del Giglio e due la domenica a Giannutri. Ma il mare non concorda, troppo rischioso navigare fino al Giglio e dobbiamo far rotta per l’Argentarola. Si tratta di uno scoglio posizionato davanti alla costa occidentale del Monte Argentario. Pur trattandosi di immersioni in qualche modo di ripiego, questo mare è straordinario. La quantità di gorgonie rosse è veramente notevole, ma anche murene, scorfani, spirografi, nudibranchi e polpi non scarseggiano. Bella giornata nonstante il maltempo, anche perchè il pranzo in barca è stato super!

La domenica il meteo migliora e siamo ancora assonnati, mentre il borbottio dei diesel della barca ci spinge verso Giannutri.

Si tratta dell’isola più a sud dell’Arcipelago Toscano del quale fanno parte: Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Formiche di Grosseto, Giglio, Giannutri, Cerboli e Palmaiola.

L’isola è parco marino e l’ancoraggio è consentito solo in alcuni punti della costa. L’immersione è tra le più belle che ho potuto fare in mediterraneo fino ad ora. I fondali sono uno spettacolo, le grotte e praterie di poseidonia offrono nascondiglio ad una grande varietà di specie ittiche, in un mare profondo e con una ottima visibilità è facile vedere stelle marine, coralli, dentici, saraghi, scorfani, murene.

Nella galleria abbiamo pubblicato alcune foto di Massimo

E’ stata la prima uscita in Tirreno visto l’esito…ne seguiranno sicuramente altre.

Ivan Dalla Zuanna

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Dopo alcuni fine settimana dedicati alle uscite didattiche, è il momento di tornare in acqua con due immersioni spettacolari.
Erano ancora i primi di giugno quando la mente di Ivan partorisce l’idea di una immersione che ha trovato il consenso di tutti. Una notturna sul relitto del Lina, seguita da una diurna sulle gorgonie rosse in Croazia.
Il Lina mi è piaciuto veramente tanto di giorno, relitto ben conservato, ottima visibilità, la mente corre veloce alle emozioni che può trasmettere in notturna.
Prima di partire vediamo “chi” è questo Lina. Si tratta di una nave mercantile affondata nel gennaio 1914 a causa del maltempo. Un temporale la portò a scontrarsi con la costa vicino a capo Precen, da allora giace sul fondo in assetto di navigazione con l’imponente prua a una quota di circa 26 metri e la poppa poco oltre i 50.
Sono passate da poco le 20 quando la nostra barca parte dal porto di Plomin dirigendosi velocemente verso il punto di immersione.
Siamo in 9 e la pianificazione prevede la discesa sulla prua lungo la sagola, visita della prima metà del ponte non oltrepassando quota 39 metri ritorno dopo 15 minuti per andare a curiosare verso la parete vicina.
Roberto scende per primo con Andrea, ha il compito di fissare alla sagola le segnalazioni luminose e la lavagna, seguono dopo poco Massimo, Paolo e Stefano “Calimaro”, ed infine dopo un paio di minuti Giada, Simone, Stefano e chi vi scrive.

Già durante la discesa veloce la vista d’insieme è spettacolare. Le torce di chi ci precede illuminano il relitto che si vede per la quasi totalità già da pochi metri sotto la superfice. Arriviamo sulla prua, occhiata per vedere che ci siano tutti, un veloce scambio di “OK” e via ad esplorare il ponte.
La luce delle lampade che illuminano le zone del relitto davanti a noi, sembrano amplificare la sua dimensione, rendendolo imponente. Si procede lentamente verso la zona comando. Mentre nuoto curiosando oltre la murata, mi viene in mente dell’olandese. Un piccolo scheletrino verde che qualcuno ha lasciato li attaccato e che noi abbiamo battezzato così…non mi ricordo per quale motivo. Eccolo!! E’ ancora li! Siamo a 7 minuti, e 38 metri di profondità, il gruppo è tranquillo i consumi di tutti sono a posto e si fa ritorno verso la prua, la parete ci aspetta. Pinneggiamo lentamente finchè i tre gruppi sono radunati intorno alla
prua a siamo pronti a nuotare nel blu, verso la parente. Avanziamo pochi metri e la si vede già illuminata, visibilità eccezionale questa sera. Non riesco a non dare una occhiata indietro, la vista della prua del Lina mentre ci si allontana è affascinante, sembra ancora stia navigando.

Sulla parete riduciamo lentamente la quota cercando, segni di vita, poco pesce a spasso questa sera a parte un folpo che si fa scoprire dalla torcia di Massimo, sembra che la serata non sia buona per fare incontri.
Siamo al limite del tempo pianificato, 45 minuti, è tempo di risalire, e di andare a cena e riposare, domani ci aspetta il giardino delle gorgonie.

Ivan Dalla Zuanna

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